Sex toy di design e Bologna città aperta reloaded

Nella mia città, in concomitanza col CERSAIE, importante fiera internazionale, è stata creata parallelamente la Bologna Design Week 

Sul sito si legge: “è una manifestazione internazionale dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico in occasione e in collaborazione con Cersaie, BDW è un evento che mappa e riunisce le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive in un progetto integrato di comunicazione”.

Essendo bolognese, essendo collezionista di oggetti del piacere di design che nulla hanno a che fare con l’esplicito, essendo la prima ad avere avvicinato il pubblico italiano con un messaggio di eleganza, sensualità anche nel gioco di coppia, ho pensato che poteva essere un’idea partecipare come espositrice.

Ho compilato il form, dettagliando la mia attività di esperta, di blogger per il Fatto Quotidiano, di consulente ma anche, di collezionista.

Dopo pochi giorni ricevo questa email:

“Buongiorno Bettina,

è interessata ad esporre presso uno spazio condiviso con altri progettisti? Potrebbe inviarci immagini di riferimento per gli oggetti di cui parla?”
Certo che sì! E rispondo mandando 3 foto di oggetti non espliciti e i condom bellissimi firmati da Manara.
A oggi, dopo tre settimane, non hanno risposto.
Peccato, perchè il design – quello che ha vinto premi come il Red Dot Award – non si trova solo nelle poltrone, nei cellulari, nelle caffettiere che sicuramente producono orgasmi. Solo visivi, però.
Peccato che Bologna continui ad essere Peyton Place quandoiturististranierisonosempre di più ma èmegliocontinuare a offriretortellini, prosssssiutto e Madonne.
Applausi.

Labbra lucide

Negli anni ’80 andavano i lucidalabbra (e non lipgloss).

Se avevi un rossetto carminio, ci passavi sopra il lucido, solitamente a roll-on,  che rendeva le labbra ancora più turgide e seducenti.

Oggi le case cosmetiche propongono miliardi di nuance, di morbidezza, di luccichii.

Ma a me piace fare così, come negli anni ’80. E’ la gestualità, il rimarcare la bocca, il sentirsi più belle due volte.

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Tre consigli per sentirsi più femmine #1

A volte le nostre sicurezze vacillano e ci sentiamo meno piacenti soprattutto a noi stesse.

I consigli che dò alle ragazze e alle donne per entrare più in confidenza con il proprio corpo e conseguentemente essere più positive e attrattive  sono i seguenti:

  • Indossate una gonna a tubo. Quelle che arrivano al ginocchio, un po’ fascianti. Anche se siete formose chissenfrega, purchè non si vedano i segni degli slip. Gli uomini non sono più abituati a questo tipo di outfit e sarete guardate sicuramente.
  • Uscite senza slip. Indossate un vestito, una gonna (non mini), un paio di jeans. Percepite la sensazione diversa dell’assenza del tessuto.
  • Comprare un reggicalze. Anche se ne possedete centinaia, acquistatene un altro. Da 5 euro o da 500 non importa. Indossatelo anche sotto un paio di pantaloni larghi, senza obbligatoriamente le calze. Percepite il pizzo, gli elastici e i gancetti che sfiorano le cosce

Provate e poi sappiatemi dire.

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Il selfie che stuzzica la fantasia

Porno di qua, sexting di là e zero corteggiamento.

Amiche, tornate un po’ indietro.

Stupite questi uomini spesso narcotizzati da culi, tette e vagine.

Intrigateli.

Basterebbe una foto che stuzzichi senza essere esplicita. Uno smalto, una mano curata che si intrufola nella calza. Il reggicalze che si intravede. Questo è l’erotismo. E agli uomini piace ed eccita.

Il resto è carne noiosa.

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La sedia trasparente che eccita

Quanto sono belle le sedie di Kartell.

Un’idea creativa è, a prescindere dal modello Ghost, quella di prenderne una, sedervici sopra nude – o quasi – e far sì che il proprio uomo si stenda sotto a guardarvi.

Se poi avete dell’olio di Tiarè o di cocco mettetene qualche goccia su dove di sedete e muovetevi sinuosamente. La trasparenza del policarbonato farà da schermo.

Sarà una danza sensuale e diversa.

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La classe delle Milf non è acqua

Mi è capitato di assistere ad una scena che mi ha fatto riflettere.

In un locale, una ventina di donne stavano festeggiando un compleanno. Donne dai 45 ai 60 anni. Tutte agghindate ed eleganti. Si sono fatte continuamente dei selfie, mai composte e spesso sguaiate. Ma era comprensibile la voglia di condividere una serata gioiosa.

Mi hanno colpito alcune cose, visto che anch’ io rientro in quella fascia di età:

  • Tutte erano ritoccate. Alcune in modo abominevole.
  • Avevano una gran voglia di esibire e ho avuto l’impressione che una semplice cena tra amiche fosse più un’opportunità per sfoggiare un abito fin troppo scollato, la minigonna con tacco 12 (che va anche bene) ma soprattutto qualcosa di represso.
  • nel momento in cui la musica ha iniziato a prendere il ritmo, molte hanno iniziato ad alzare il bicchiere e a muoversi come cubiste del Pacha. Ma le cubiste del Pacha hanno 20 anni.
  • Una, carina con coda di cavallo, jeans, tacco rosso, non appena si è avvicinato un bel ragazzo per fare due chiacchiere si è slacciata la camicetta ed è rimasta col push up in bella vista. Dio mio.

Ho cercato di calarmi negli occhi di un uomo che ammirava quel girone di signore.

Sul momento avrei detto che era un piatto ricco: spregiudicate, audaci, apparentemente troione (perdonate il termine ma è incisivo), libere e disponibili. Poi mi sono venuti in mente quei film porno-lesbo anni 80, in cui le protagoniste con poppone rifatte, labbra a canotto, unghie laccate chilometriche e trucco da “Piume di struzzo”, che in una gang bang tra femmine erano appassionate come la sottoscritta con la trippa. Tutto finto, tutto falso, tutto volgare. E spaventoso per gli uomini.

Donne così, se fossi maschio, forse mi attizzerebbero dieci secondi. Poi me ne andrei dalla signora in lupetto e pantaloni neri che fuma con classe la sigaretta nel tavolo di fianco.

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