Sex toy di design e Bologna città aperta reloaded

Nella mia città, in concomitanza col CERSAIE, importante fiera internazionale, è stata creata parallelamente la Bologna Design Week 

Sul sito si legge: “è una manifestazione internazionale dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico in occasione e in collaborazione con Cersaie, BDW è un evento che mappa e riunisce le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive in un progetto integrato di comunicazione”.

Essendo bolognese, essendo collezionista di oggetti del piacere di design che nulla hanno a che fare con l’esplicito, essendo la prima ad avere avvicinato il pubblico italiano con un messaggio di eleganza, sensualità anche nel gioco di coppia, ho pensato che poteva essere un’idea partecipare come espositrice.

Ho compilato il form, dettagliando la mia attività di esperta, di blogger per il Fatto Quotidiano, di consulente ma anche, di collezionista.

Dopo pochi giorni ricevo questa email:

“Buongiorno Bettina,

è interessata ad esporre presso uno spazio condiviso con altri progettisti? Potrebbe inviarci immagini di riferimento per gli oggetti di cui parla?”
Certo che sì! E rispondo mandando 3 foto di oggetti non espliciti e i condom bellissimi firmati da Manara.
A oggi, dopo tre settimane, non hanno risposto.
Peccato, perchè il design – quello che ha vinto premi come il Red Dot Award – non si trova solo nelle poltrone, nei cellulari, nelle caffettiere che sicuramente producono orgasmi. Solo visivi, però.
Peccato che Bologna continui ad essere Peyton Place quandoiturististranierisonosempre di più ma èmegliocontinuare a offriretortellini, prosssssiutto e Madonne.
Applausi.

3 thoughts on “Sex toy di design e Bologna città aperta reloaded

  1. Buongiorno Bettina, càpito spesso sul suo blog per leggere ciò che pubblica. Mi piace il suo modo di affrontare il tema dell’ “ars amatoria”: lo fa senza sfociare nel volgare, cosa non semplice in una società come questa, dove i porno sono ormai la normalità. Lo noto soprattutto tra i miei coetanei, ragazzi di 20 anni, che hanno pagine di siti porno salvate tra i preferiti, ma che si scandalizzano a sentire me parlare del Kamasutra: questo perché ignorano i contenuti dell’opera… Un gran peccato… Ho fatto questa osservazione solo per mostrare come la grande apertura mentale che ci si aspetta di trovare nei giovani, non sia dopo tutto così grande: sicuramente, per loro, menzionare il sesso non è un tabù, ma manca loro della cultura per poterlo comprendere a pieno. Una cultura che, mi pare di notare, manchi anche ai suoi concittadini bolognesi: non è il primo post che lei pubblica lamentando questo loro deficit (ve n’è uno del marzo 2014 se non erro). Un gran peccato anche questo, non poter esporre questi oggetti di design… Se la pudicizia continua ad essere uno dei tratti caratteristici di Bologna, mi permetterei di suggerirle altri luoghi dove poter presentare i suoi pezzi: provi ad informarsi sul Festival dell’Eros che si tiene a Zibello (paese della bassa parmense) nel mese di settembre… forse avrà modo di proseguire con la sua attività di divulgazione. In bocca al lupo per tutto!!
    Alma

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