Paolo e Bettina

 

Da pochi giorni so che sei mancato, Paolo.

Sei stato una frustata nel cuore, un mentore, un maledetto genio. Mi hai avvolta, mi hai travolta e stravolta.  A tal punto che anche ora hai voluto farmi sapere in una modalità tua che te ne eri andato per sempre. Lo dicevi che a 50 anni si sarebbe concluso un ciclo. Mi è venuto in mente l’altro giorno in cui facevo il rewind: il tuo letto di Mario Ceroli, le sigarette sempre accese, Dozza, i vini, l’arte, Mozart e  il tuo mondo intorno. Poi tutto cambia e si evolve.

Ti ho pensato spesso in questi anni ma rimanevi lì, in un limbo di ricordi.

E’ arrivata la tua email poco tempo fa: ho fissato lo schermo incredula. Perchè decidesti di scrivermi dopo tanti anni? Perchè in quel modo? Era una consapevolezza? Un commiato? Un modo per volermi rivedere?

Ho riflettuto e la cosa migliore era non fare anche se non ero così sicura.

Poi, quando ho letto della tua morte mi si è strappato il cuore. Perchè non ti ho scritto, parlato, visto? Credevo di essere io la più debole ma lo eri tu.

Forse, nel mio piccolo, ti ho fatto sentire un po’ felice.

Sei qui, con me e in me. Amore è anche questo.

Bettina

www.sensualcoach.it

Ph. Mark Arbeit

 

 

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