Acqua calda tra le gambe

Il bagno è rilassante.

La doccia mattutina rivitalizza, ma ogni tanto consiglio di fare un bel bagno caldo con essenze profumate perchè si lasciano andare le tensioni e si distendono mente e corpo.

Ci si concede un po’ di tempo per se stesse, magari leggendo un buon libro, o ascoltando Sakamoto, o semplicemente concentrandosi sul fiotto d’acqua calda tra le gambe e pensare al nostro amore. Tutto il resto viene da sè…e fa stare bene.

 

 

All’uomo piace uoma

Eh, sì. Come dimenticarsi la splendida Kim Basinger che nel film “9 settimane e 1/2” indossa abito da uomo con tanto di cappello, sigaro e baffi finti?

Voce del verbo STU-PI-SCO.

Quindi, anche senza baffi, una sera travestitevi da uoma e sorprendete il vostro partner. E se siete single, travestitevi ugualmente. E’ un gioco.

E la lingerie? Mai provato a indossare slip maschili? Quelli classici, bianchi, canettati.

Sapeste quanto sono sexy sul corpo femminile…

With love,

Bettina

Una calza (al contrario) per stupire

Oggi pensate a 3 cose che fareste per stupire.

Perchè mica è facile in questo mondo viziato in cui è necessario attivare la fantasia.

Un suggerimento ve lo dò io: comprate un paio di calze con la cucitura e mettetele al contrario con l’aiuto del partner. E’ un gioco.

Sempre con la consueta lentezza.

Dalle dita dei piedi fatevi baciare lungo la linea nera. E fate sì che gli occhi si incrocino.

Anche questo è petting, ma a sorpresa.

 

Sensual coach o sensual cosa?

Partiamo dall’inizio.

Essendo una ex pubblicitaria, nel periodo della mia boutique erotic-chic pensavo a una terminologia che mi determinasse. Imprenditrice? Creativa? Ma no dai, facciamo gli esterofili e via di SENSUAL TOYS COACH. In effetti al “Chiambretti Night”, spiegai oggetti del piacere che erano opere d’arte e proprio in diretta dissi a Pierino che erano SENSUAL TOYS – li definii così –  e non sex toys.

Quando mi fu chiesto di fare radio con la Gialappa’s e trattando argomenti sempre inerenti al sesso giocoso e alle novità di settore, decisi di togliere quel “toys”. Prima però era doveroso un controllo su Google perchè è sempre pericoloso essere annoverata in una categoria che magari non è all’altezza del garbo con cui ho sempre cercato di propormi. Trovai una signora – credo spagnola – che si occupava di benessere sessuale. Bene.

Quindi procedemmo con Sensual coach anche per il sito.

Ohibò è vero.  Ma in Italia sono stata la prima e ora sono indicizzata così.

Di recente un sito di escort, uno che vende orrendi vibratori su un portale, una coach di qualcosa che poi promuove il suo sex shop, una giovane blogger che scrive di tutto meno che di sensualità adottano il nick name di SENSUAL COACH.

Allora, visto che si sfrutta la mia notorietà e si infanga il mio lavoro, al sito di escort è stata mandata prontamente una email e il nick name è evaporato. Idem quello che vende sex toys da quattro soldi.

Per le altre, da un lato vorrei dire loro  che non si è leali a sfruttare una mia idea – ci sono comunque avvocati competenti – e dall’altra che, come disse una cara amica “Nel momento in cui ti copiano, significa che hai colpito nel segno”.

 

Onestamente e lo dico da professionista, per essere Sensual(ity) coach, bisogna essere Bettina e avere il mio vissuto, la mia esperienza, la mia cultura, la mia classe, la mia professionalità.

Tutto il resto è noia e gavetta.

P.S. Presa, a suo tempo,  dalla musicalità del termine non avevo pensato che in inglese è terribilmente errato: la figura professionale è SENSUALITY COACH. Capito copion*?