Attilio e Barbara #39

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

 

Caro Attilio,

mi piace sorprenderti.

Nell’attesa di vederti leggo e penso ai boudoir parigini.

Vorrei tornare indietro nel tempo ed essere la tua preferita. Non vorrei innamorarmi, sarebbe pericoloso. Ma l’amore si sa, fa la sua strada.  Tu mi ami, io forse.

Ti aspetto nel salotto che profuma di incensi, trepidante e con le calze a rete che preferisci. Dico no a molti clienti. Voglio solo te oggi. Sentire il tuo odore, le tue mani forti, la tua lingua che mi invade piena di dolcezza.

Te ne dovrai andare un giorno. O forse me ne andrò io. Scoprendo tardi che ti ho amato.

Tua, Barbara

 

Anita e Vincent #38

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

Cara Anita,

ho freddo e ho i piedi nudi appoggiati a terra.

Li guardo e penso a come ti piaceva accarezzarli. A come mi soffermavo a guardarti mentre con gli occhi chiusi salivi a baciarmi. Eri piena di gioia di vivere.

Eri bella per me. Come un campo di grano al sole. Come quella volta in cui ti togliesti il vestito e ti sei fatta sfiorare dalle spighe mature. Eri nuda e spensierata. Facemmo l’amore come pazzi. Sudati e vivi.

Mi hai dato calore, eccitazione e gioia. Ora te ne sei andata. Hai fatto scelte.

Ti ho perduta e sento il freddo fuori e dentro.

Tuo, Vincent

Anita Ekberg – 1955 – ph. Andre de Dienes©

L’importanza delle carezze

Quando è stata l’ultima volta che avete accarezzato qualcuno? Intendo il marito, la moglie, l’amante, l’amore.

Basterebbe fermarsi un momento e partire dalla semplicità di una mano che sfiora il viso.

Accarezzare e fare l’amore. Se la vostra donna ha i capelli lunghi, accarezzatele la testa e procedete con una treccia lunga. Intanto sfioratele la nuca, il collo, le orecchie e a mano a mano che scendete, finita e annodata la treccia, continuate.

Senza baciarla. Riempitela di carezze, dolci, leggere, sensuali, amorose.

Ne abbiamo bisogno sempre. Tutti.

La pastosità del dentifricio (usato altrove)

La bocca fresca, il senso di pulito, la lingua che sa di menta.

Il dentifricio è una pasta bianca, densa, sensuale.

Perchè  non usarla altrove? Basterebbe spremerne qualche centimetro sul fondoschiena, farsela spalmare come se fosse colore e farsi sfregare le labbra. O la lingua. O due pollici. A giri circoncentrici che si allargano.

Mentre si fa la doccia, immobili, a occhi chiusi.

Il lusso che fu dei vibratori “Lelo”

Sono stata una delle prime in Italia a promuovere l’idea che la combinazione charme+design+sex toy potesse infrangere i tabù relativi all’uso degli oggetti del piacere.

Nel 2005 (12 anni fa…e il tempo fugge), mentre cercavo aziende che facessero al caso mio, o meglio della mia boutique,  rimasi affascinata dalla appena nata svedese LELO. Non avevo mai visto oggetti così belli, eleganti, curati a partire dalla confezione che li conteneva. Erano la “Louis Vuitton” del settore ed erano veramente unici e splendidi. Io vendevo IRIS, bellissimo, rosa o azzurro pallido. I prezzi erano ovviamente alti: oltre alla ricercatezza del design, alla qualità del materiale, erano silenziosi, ecologici e il prezzo era giustificato. Per me era un sensual toy.

Qualche anno dopo andai ad Hannover, fiera internazionale per addetti ai lavori, e LELO era presente con uno stand molto chic: gli articoli proposti non erano più tre o quattro ma una decina e forse più. Il merchandising perfetto e sempre in linea con il concetto di lusso.

Da diverso tempo non trovo che abbiano idee nuove ed esclusive (salvo HEX, i preservativi) e i vibratori sono ormai poco concorrenziali.

Oggi ho letto che LELO non sarà ad Hannover ma a Berlino, più precisamente alla fiera del porno o per addolcire il messaggio, alla fiera dell’intrattenimento erotico.

Tutto cambia, anche nel mondo degli oggetti del piacere. Ahimè!

 

Senza te

A volte è bello stare lontani.

Perchè l’immaginazione corre.

Bisogna amare il proprio corpo, sentirsi sicure.

Allora perchè non indossare tacchi e null’altro?

E andare a letto, sì.

Guardarsi allo specchio.

Volersi bene. Volersi.

Nessuna foto da mandare, nessun messaggio ma una telefonata per dire: “Sono nuda, ho le scarpe che ami e ti penso”

Click.

 

 

Pier e Melissa #37

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

“Caro Pier,

mi è venuta in mente quella mattina in qui abbiamo passeggiato vicino al campo di girasoli. Era caldo, ho voluto denudarmi e camminare un passo davanti a te. Mi hai presa, messo le mani sugli occhi, mi hai posato a terra con la mia schiena nuda sul tuo corpo vestito. I miei capelli erano sulla tua faccia e mi accarezzavi ovunque. Sentivo la tua camicia, la tua barba, i tuoi pantaloni e l’eccitazione era terribilmente inebriante.

Ebbene, oggi ho preso il cavallo e, nuda, mi sono sdraiata sul suo dorso. Ho chiuso gli occhi, sentivo il respiro, il calore, il contatto con la Natura e il pensarti ha fatto il resto.

Mi manchi. Torna presto.

Tua, Melissa”