Lola e Carlo #36

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

“Caro Carlo,

oggi ho camminato sulla spiaggia e sei affiorato nei miei pensieri come un germoglio.

Il passato non torna però ho immaginato come sarebbe rivederti.

Saremmo emozionati?

Rifaremmo l’amore?

Ci racconteremo quello che non abbiamo potuto dirci?

Amavi le mie mani e le mie labbra. Le ameresti ancora?

Amavo i tuoi occhi e la tua barba. Li amerei ancora?

Ho provato a immaginare.

E mentre camminavo a piedi nudi, quei piedi su cui appoggiavi la tua bocca perversa, ho pensato che era meglio non immaginarti.

Tornata a casa ho acceso la radio:  davano “I’ll be seeing you” di Billy Holiday.

Tua Lola”

(ph. Jacques Henri Lartigue – Parigi 1944)

 

La vendetta? No, grazie

Alcune donne, si vendicano. Rimangono deluse dagli uomini e tramano.

E’ vero che a volte ci si sente mortificate, che non si può giustificare tutto, che si soffre, che istintivamente si odia, si detesta, e si sente l’impulso dello sfogo tramite la vendetta.

Si sfogano i rancori. E’ una liberazione.

Ma tutto è riconducibile a se stessi.

E  la vendetta è infantile ed  inutile.

Non è debolezza, ma distacco. Nessun sentimento, nessuna emozione.

Se qualcuno ci fa male è perchè noi abbiamo permesso che ce lo facesse.

Le persone, ricordiamoci, sono tutte di passaggio. E la vendetta è pur sempre un sentimento.

Si va avanti.

Guardando il sole e sentendone il tepore.

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