L’importanza delle carezze

Quando è stata l’ultima volta che avete accarezzato qualcuno? Intendo il marito, la moglie, l’amante, l’amore.

Basterebbe fermarsi un momento e partire dalla semplicità di una mano che sfiora il viso.

Accarezzare e fare l’amore. Se la vostra donna ha i capelli lunghi, accarezzatele la testa e procedete con una treccia lunga. Intanto sfioratele la nuca, il collo, le orecchie e a mano a mano che scendete, finita e annodata la treccia, continuate.

Senza baciarla. Riempitela di carezze, dolci, leggere, sensuali, amorose.

Ne abbiamo bisogno sempre. Tutti.

La pastosità del dentifricio (usato altrove)

La bocca fresca, il senso di pulito, la lingua che sa di menta.

Il dentifricio è una pasta bianca, densa, sensuale.

Perchè  non usarla altrove? Basterebbe spremerne qualche centimetro sul fondoschiena, farsela spalmare come se fosse colore e farsi sfregare le labbra. O la lingua. O due pollici. A giri circoncentrici che si allargano.

Mentre si fa la doccia, immobili, a occhi chiusi.

Senza te

A volte è bello stare lontani.

Perchè l’immaginazione corre.

Bisogna amare il proprio corpo, sentirsi sicure.

Allora perchè non indossare tacchi e null’altro?

E andare a letto, sì.

Guardarsi allo specchio.

Volersi bene. Volersi.

Nessuna foto da mandare, nessun messaggio ma una telefonata per dire: “Sono nuda, ho le scarpe che ami e ti penso”

Click.

 

 

Pier e Melissa #37

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

“Caro Pier,

mi è venuta in mente quella mattina in qui abbiamo passeggiato vicino al campo di girasoli. Era caldo, ho voluto denudarmi e camminare un passo davanti a te. Mi hai presa, messo le mani sugli occhi, mi hai posato a terra con la mia schiena nuda sul tuo corpo vestito. I miei capelli erano sulla tua faccia e mi accarezzavi ovunque. Sentivo la tua camicia, la tua barba, i tuoi pantaloni e l’eccitazione era terribilmente inebriante.

Ebbene, oggi ho preso il cavallo e, nuda, mi sono sdraiata sul suo dorso. Ho chiuso gli occhi, sentivo il respiro, il calore, il contatto con la Natura e il pensarti ha fatto il resto.

Mi manchi. Torna presto.

Tua, Melissa”


 

Sono stronza e me ne vanto

Cosa ci sarà mai a vantarsi ad essere “stronze”?

Eppure sembra che alcune donne lo trovino un pregio.

A me sembra solo cafoneria di persone insicure.

In amore invaghirsi di una “stronza” è solo procurarsi sofferenza. Quindi non è amore.

Sono persone che trattano male gli altri (quindi loro stesse) e si vantano di farlo.

E’ il caso di incensarsi? Essere sgarbate vi fa sentire meglio?

Preferite  le donne dotate di classe* e gentilezza. Non assorbite il negativo delle “stronze”, ma il positivo di chi vi fa stare bene.

charlotte

* Charlotte Rampling by Helmut Newton©

Il chiodo non scaccia chiodo

Superare una delusione d’amore è spesso difficile.

Il tempo, dicono che sia l’alleato giusto.

Dicono che passare da fiore in fiore aiuti a dimenticare.

Credo invece che si debba lavorare su se stessi. Arrivare al punto di non avere più quel chiodo in testa senza fatica od ossessioni.

Come?

Solitamente ci si mantiene aggrappati a un’idea. Le persone incrociano la nostra vita. Passano, ci donano qualcosa e se ne vanno. Vogliamo sempre controllare o cambiare gli altri ma nessuno ci appartiene. I conflitti fanno impantanare.

“Quando arriva, lo accogliamo.

Quando se ne va, non lo inseguiamo” (citazione Zen)

Aggrapparsi a qualcosa o a qualcuno, non consente alla vita di fare il suo corso.

(foto Ferdinando Scianna ©)

scianna