Marianna e Renzo #41

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

 

Cara Marianna, ti ho dato questo nome di fantasia.

Sono in giro per il mondo e ultimamente la sera, davanti al mare, mi fermo coi pensieri e sento che ho finalmente voglia di innamorarmi di nuovo. Respiro, leggo, gioisco della Natura che mi avvolge.

Tu sei da qualche parte Marianna e io non ti cerco. Ci troveremo.

Sento che sarà presto, perchè l’amore non è affanno e lui sa, il vero Amore, quando è il momento di farci incontrare.

Il mare mi ascolta, le onde sanno che il mio respiro ha un messaggio per te. Non ho fretta.

Sei sulla mia strada.

Tuo, Renzo

Le relazioni “civetta”

A volte il distacco è difficile. Serve la distrazione emotiva, per riempire vuoti, per sedare impulsi.

Ed ecco che qualcuno che corteggia virtualmente può aiutare.

L’attenzione si sposta. Magari non ci si incontrerà mai, non è importante.

L’emotività negativa, il dolore, l’attaccamento vengono distolti da qualcuno e qualcosa che procura piccole gioie.

E piano piano le ferite si curano e i fili si recidono.

Marco e Nanà #40

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

 

Caro Marco,

Sei lontano. Nella mente e non nel corpo. Tu sai perchè.

Mi capita di pensarti con tenerezza e questo mi scalda. E’ sempre importante la sensazione che ti lascia qualcuno.

Che poi tu non sei “qualcuno”. Mi chiedo a volte dove ho sbagliato e la domanda è essa stessa un errore.

Dobbiamo chiederci cosa abbiamo imparato l’uno dall’altro e trattenere solo il bello che abbiamo vissuto.

La vita prosegue. Le nostre storie d’amore, anche.

Sei stato vento fresco. Guardo fuori e ti serbo nel cuore. Difficile evitarlo.

Tua Nanà

(Estrella Boissevain in hat and coat-dress by Bergdorf Goodman, Photo by Horst P. Horst, 1938. )

 

Mi manchi

Trovo che “Mi  manchi” sia molto potente.

Sentire la mancanza in amore è parlare di un vuoto che vorresti colmare.

Perchè pensi spesso a quella persona.

Perchè vorresti le sue mani forti e la sua bocca ovunque.

Perchè “non mi basti mai” come cantava Lucio Dalla.

Che poi a volte si vive di bei ricordi. Di un momento che non vorresti lasciare andare ma che è nella natura delle cose che se ne vada.

Avresti fame del suo corpo, della sua voce, della sua saliva, del suo odore, della sua intelligenza.

“Mi manchi” ha il sapore della distanza, del volere accorciare tempi per saziarsi.

Il tempo conosce.

Il tempo accarezza.

Il tempo conduce.

Il pensiero saggio induce al desiderio ma non al senso di vuoto.

E le mani e le bocche, se si è sereni e non voraci, col tempo arriveranno. Senza vuoto, senza ossessione, senza spaesamento.

Basta essere pieni, pieni di amore dentro se stessi.

 

 

 

 

Attilio e Barbara #39

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

 

Caro Attilio,

mi piace sorprenderti.

Nell’attesa di vederti leggo e penso ai boudoir parigini.

Vorrei tornare indietro nel tempo ed essere la tua preferita. Non vorrei innamorarmi, sarebbe pericoloso. Ma l’amore si sa, fa la sua strada.  Tu mi ami, io forse.

Ti aspetto nel salotto che profuma di incensi, trepidante e con le calze a rete che preferisci. Dico no a molti clienti. Voglio solo te oggi. Sentire il tuo odore, le tue mani forti, la tua lingua che mi invade piena di dolcezza.

Te ne dovrai andare un giorno. O forse me ne andrò io. Scoprendo tardi che ti ho amato.

Tua, Barbara

 

Anita e Vincent #38

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

Cara Anita,

ho freddo e ho i piedi nudi appoggiati a terra.

Li guardo e penso a come ti piaceva accarezzarli. A come mi soffermavo a guardarti mentre con gli occhi chiusi salivi a baciarmi. Eri piena di gioia di vivere.

Eri bella per me. Come un campo di grano al sole. Come quella volta in cui ti togliesti il vestito e ti sei fatta sfiorare dalle spighe mature. Eri nuda e spensierata. Facemmo l’amore come pazzi. Sudati e vivi.

Mi hai dato calore, eccitazione e gioia. Ora te ne sei andata. Hai fatto scelte.

Ti ho perduta e sento il freddo fuori e dentro.

Tuo, Vincent

Anita Ekberg – 1955 – ph. Andre de Dienes©