Marianna e Renzo #41

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

 

Cara Marianna, ti ho dato questo nome di fantasia.

Sono in giro per il mondo e ultimamente la sera, davanti al mare, mi fermo coi pensieri e sento che ho finalmente voglia di innamorarmi di nuovo. Respiro, leggo, gioisco della Natura che mi avvolge.

Tu sei da qualche parte Marianna e io non ti cerco. Ci troveremo.

Sento che sarà presto, perchè l’amore non è affanno e lui sa, il vero Amore, quando è il momento di farci incontrare.

Il mare mi ascolta, le onde sanno che il mio respiro ha un messaggio per te. Non ho fretta.

Sei sulla mia strada.

Tuo, Renzo

Le relazioni “civetta”

A volte il distacco è difficile. Serve la distrazione emotiva, per riempire vuoti, per sedare impulsi.

Ed ecco che qualcuno che corteggia virtualmente può aiutare.

L’attenzione si sposta. Magari non ci si incontrerà mai, non è importante.

L’emotività negativa, il dolore, l’attaccamento vengono distolti da qualcuno e qualcosa che procura piccole gioie.

E piano piano le ferite si curano e i fili si recidono.

Mi manchi

Trovo che “Mi  manchi” sia molto potente.

Sentire la mancanza in amore è parlare di un vuoto che vorresti colmare.

Perchè pensi spesso a quella persona.

Perchè vorresti le sue mani forti e la sua bocca ovunque.

Perchè “non mi basti mai” come cantava Lucio Dalla.

Che poi a volte si vive di bei ricordi. Di un momento che non vorresti lasciare andare ma che è nella natura delle cose che se ne vada.

Avresti fame del suo corpo, della sua voce, della sua saliva, del suo odore, della sua intelligenza.

“Mi manchi” ha il sapore della distanza, del volere accorciare tempi per saziarsi.

Il tempo conosce.

Il tempo accarezza.

Il tempo conduce.

Il pensiero saggio induce al desiderio ma non al senso di vuoto.

E le mani e le bocche, se si è sereni e non voraci, col tempo arriveranno. Senza vuoto, senza ossessione, senza spaesamento.

Basta essere pieni, pieni di amore dentro se stessi.

 

 

 

 

Attilio e Barbara #39

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

 

Caro Attilio,

mi piace sorprenderti.

Nell’attesa di vederti leggo e penso ai boudoir parigini.

Vorrei tornare indietro nel tempo ed essere la tua preferita. Non vorrei innamorarmi, sarebbe pericoloso. Ma l’amore si sa, fa la sua strada.  Tu mi ami, io forse.

Ti aspetto nel salotto che profuma di incensi, trepidante e con le calze a rete che preferisci. Dico no a molti clienti. Voglio solo te oggi. Sentire il tuo odore, le tue mani forti, la tua lingua che mi invade piena di dolcezza.

Te ne dovrai andare un giorno. O forse me ne andrò io. Scoprendo tardi che ti ho amato.

Tua, Barbara

 

Pier e Melissa #37

Ogni riferimento a persone, nomi, fatti è puramente casuale.

With Love.

B.

“Caro Pier,

mi è venuta in mente quella mattina in qui abbiamo passeggiato vicino al campo di girasoli. Era caldo, ho voluto denudarmi e camminare un passo davanti a te. Mi hai presa, messo le mani sugli occhi, mi hai posato a terra con la mia schiena nuda sul tuo corpo vestito. I miei capelli erano sulla tua faccia e mi accarezzavi ovunque. Sentivo la tua camicia, la tua barba, i tuoi pantaloni e l’eccitazione era terribilmente inebriante.

Ebbene, oggi ho preso il cavallo e, nuda, mi sono sdraiata sul suo dorso. Ho chiuso gli occhi, sentivo il respiro, il calore, il contatto con la Natura e il pensarti ha fatto il resto.

Mi manchi. Torna presto.

Tua, Melissa”


 

Acqua calda tra le gambe

Il bagno è rilassante.

La doccia mattutina rivitalizza, ma ogni tanto consiglio di fare un bel bagno caldo con essenze profumate perchè si lasciano andare le tensioni e si distendono mente e corpo.

Ci si concede un po’ di tempo per se stesse, magari leggendo un buon libro, o ascoltando Sakamoto, o semplicemente concentrandosi sul fiotto d’acqua calda tra le gambe e pensare al nostro amore. Tutto il resto viene da sè…e fa stare bene.

 

 

La verità è che non ti piace abbastanza

Provate ogni tanto a guardare le situazioni da un’angolatura diversa.

Innamorarsi è un’esplosione, è aprirsi all’altro, è mettersi in discussione.

A volte si cercano situazioni in cui l’altro è sfuggente, si è succubi e la frase/luogo comune è “Non gli/le piaci abbastanza”.

Si soffre, ci si strugge, ci si sente mortificati.

Ma a pensarci bene, siamo sempre noi ad accogliere e fare nostre le dinamiche amorose. Mai pensato che forse qualcuno lontano, impegnat*, non sempre presente riflette la nostra voglia di NON DARCI all’altro completamente? Oppure che ha qualche lato “ombra” che inconsciamente non ci piace?

Che forse ci si vuole fare un po’ male perchè, successivamente, questi “pizzicotti”ci fanno crescere?

Che sì, quella persona ti piace da morire ma probabilmente averla completamente e con più frequenza, dopo poco annoierebbe?

Emozionarsi, soffrire, gioire, perdere la testa. Tutto poi si assesta e fortifica.

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