Le relazioni “civetta”

A volte il distacco è difficile. Serve la distrazione emotiva, per riempire vuoti, per sedare impulsi.

Ed ecco che qualcuno che corteggia virtualmente può aiutare.

L’attenzione si sposta. Magari non ci si incontrerà mai, non è importante.

L’emotività negativa, il dolore, l’attaccamento vengono distolti da qualcuno e qualcosa che procura piccole gioie.

E piano piano le ferite si curano e i fili si recidono.

Mi manchi

Trovo che “Mi  manchi” sia molto potente.

Sentire la mancanza in amore è parlare di un vuoto che vorresti colmare.

Perchè pensi spesso a quella persona.

Perchè vorresti le sue mani forti e la sua bocca ovunque.

Perchè “non mi basti mai” come cantava Lucio Dalla.

Che poi a volte si vive di bei ricordi. Di un momento che non vorresti lasciare andare ma che è nella natura delle cose che se ne vada.

Avresti fame del suo corpo, della sua voce, della sua saliva, del suo odore, della sua intelligenza.

“Mi manchi” ha il sapore della distanza, del volere accorciare tempi per saziarsi.

Il tempo conosce.

Il tempo accarezza.

Il tempo conduce.

Il pensiero saggio induce al desiderio ma non al senso di vuoto.

E le mani e le bocche, se si è sereni e non voraci, col tempo arriveranno. Senza vuoto, senza ossessione, senza spaesamento.

Basta essere pieni, pieni di amore dentro se stessi.

 

 

 

 

Agent Provocateur, il crollo di un mito

Quando più di dieci anni fa decisi di aprire “Marabù”, la mia boutique erotic-chic, il riferimento più prestigioso e consono era Agent Provocateur. Un giorno presi un aereo, andai a Londra perchè dovevo vedere con occhi e toccare con mano la lingerie del brand più chic e seducente al mondo.

Andai proprio a Soho, nel negozio originario e nonostante me lo aspettassi più grande, il solo vedere la bellezza di pizzi, sete, mascherine, reggicalze di design e qualità, mi fece ancor di più sentire quanto ci fosse bisogno di un tipo di lingerie così anche in Italia: seducente, erotica, estrema ma elegante al contempo. E diciamolo pure, molto costosa.

Le commesse di una bellezza mozzafiato. Abitino rosa, calze con la cucitura, fiore tra i capelli come dive degli anni ’40, rossetto carminio e cipria chiara. Questa la divisa, unita al sorriso e alla competenza.

Entrò Neneh Cherry, poi un ragazzo che lavorava per Kylie Minogue ed era venuto a ritirare capi per un video musicale.

Nel corso degli anni avevo capito che qualcosa fosse cambiato – in peggio – ma la conferma l’ho avuta a Milano.

E’ mia deformazione professionale nonchè passione per l’intimo, andare a curiosare, toccare la qualità delle sete e dei pizzi. Una delusione: robaccia, per capirci. Ho chiesto alla vendeuse, a cui di tutto ciò che c’era a Londra è rimasto solo l’abitino rosa, se era pizzo di Calais (uno dei più pregiati). Non sapeva rispondermi.

Noto sempre più tanta superficialità, poca professionalità. Ovviamente non è colpa della ragazza non sapere determinate informazioni ma di chi forma il personale.

E proprio oggi ho letto questo articolo che è illuminante.

Bye Bye Agent Provocateur e viva sempre Chantal Thomass che continuo ad amare, che ha sempre qualità, glamour e personale gentile e qualificato: ebbene sì, ho fatto finta di essere un’acquirente e ho fatto il terzo grado alla commessa che dopo mi avrà mandata a quel Paese.

That’s Bettina.

 

 

 

 

 

All’uomo piace uoma

Eh, sì. Come dimenticarsi la splendida Kim Basinger che nel film “9 settimane e 1/2” indossa abito da uomo con tanto di cappello, sigaro e baffi finti?

Voce del verbo STU-PI-SCO.

Quindi, anche senza baffi, una sera travestitevi da uoma e sorprendete il vostro partner. E se siete single, travestitevi ugualmente. E’ un gioco.

E la lingerie? Mai provato a indossare slip maschili? Quelli classici, bianchi, canettati.

Sapeste quanto sono sexy sul corpo femminile…

With love,

Bettina

L’autostima perduta? Tacchi, rossetto e reggiseno

Quando scende l’autostima, quando ci si sente un po’ giù, consiglio due cose

1)Mettetevi uno dei reggiseni più belli che possedete. Allacciatelo con lentezza davanti allo specchio e datevi il rossetto. Poi ditevi che siete bellissime. Come un mantra…

2) Indossate un bel paio di scarpe col tacco. Il corpo è portato ad avere una postura differente, ci si sente più alte e sexy.

Uscite, fate una piccola passeggiata. Sicure, con un leggero sorriso sulle labbra.

 

 

 

Sono stronza e me ne vanto

Cosa ci sarà mai a vantarsi ad essere “stronze”?

Eppure sembra che alcune donne lo trovino un pregio.

A me sembra solo cafoneria di persone insicure.

In amore invaghirsi di una “stronza” è solo procurarsi sofferenza. Quindi non è amore.

Sono persone che trattano male gli altri (quindi loro stesse) e si vantano di farlo.

E’ il caso di incensarsi? Essere sgarbate vi fa sentire meglio?

Preferite  le donne dotate di classe* e gentilezza. Non assorbite il negativo delle “stronze”, ma il positivo di chi vi fa stare bene.

charlotte

* Charlotte Rampling by Helmut Newton©