L’amore sempre protegge, sempre si fida, sempre spera, sempre persevera

Questa è una storia piena di amore.

Questa è una storia vera.

Questa è la storia partita da una bella persona.

Questa bella persona mi ha fatto conoscere due belle persone che si amano profondamente da 17 anni.

Questa coppia italiana ha deciso di sposarsi e mi ha invitata al suo matrimonio.

Questo matrimonio era multirazziale, poliglotta e pieno di amore.

L’amore – come scrisse San Paolo –  è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

L’amore, in qualsiasi forma, VINCE SEMPRE.

(Grazie a Filippa, a Pascal, a Nicola)

Sensual coach o sensual cosa?

Partiamo dall’inizio.

Essendo una ex pubblicitaria, nel periodo della mia boutique erotic-chic pensavo a una terminologia che mi determinasse. Imprenditrice? Creativa? Ma no dai, facciamo gli esterofili e via di SENSUAL TOYS COACH. In effetti al “Chiambretti Night”, spiegai oggetti del piacere che erano opere d’arte e proprio in diretta dissi a Pierino che erano SENSUAL TOYS – li definii così –  e non sex toys.

Quando mi fu chiesto di fare radio con la Gialappa’s e trattando argomenti sempre inerenti al sesso giocoso e alle novità di settore, decisi di togliere quel “toys”. Prima però era doveroso un controllo su Google perchè è sempre pericoloso essere annoverata in una categoria che magari non è all’altezza del garbo con cui ho sempre cercato di propormi. Trovai una signora – credo spagnola – che si occupava di benessere sessuale. Bene.

Quindi procedemmo con Sensual coach anche per il sito.

Ohibò è vero.  Ma in Italia sono stata la prima e ora sono indicizzata così.

Di recente un sito di escort, uno che vende orrendi vibratori su un portale, una coach di qualcosa che poi promuove il suo sex shop, una giovane blogger che scrive di tutto meno che di sensualità adottano il nick name di SENSUAL COACH.

Allora, visto che si sfrutta la mia notorietà e si infanga il mio lavoro, al sito di escort è stata mandata prontamente una email e il nick name è evaporato. Idem quello che vende sex toys da quattro soldi.

Per le altre, da un lato vorrei dire loro  che non si è leali a sfruttare una mia idea – ci sono comunque avvocati competenti – e dall’altra che, come disse una cara amica “Nel momento in cui ti copiano, significa che hai colpito nel segno”.

 

Onestamente e lo dico da professionista, per essere Sensual(ity) coach, bisogna essere Bettina e avere il mio vissuto, la mia esperienza, la mia cultura, la mia classe, la mia professionalità.

Tutto il resto è noia e gavetta.

P.S. Presa, a suo tempo,  dalla musicalità del termine non avevo pensato che in inglese è terribilmente errato: la figura professionale è SENSUALITY COACH. Capito copion*?

 

 

Quando il calendario Pirelli faceva eccitare

Che noia che barba gli ultimi calendari Pirelli.

Per non parlare di quello in uscita: attrici famose senza make up, immortalate dal bravissimo Peter Lindbergh. 

Lo trovo insulso, non accattivante, non eccitante. The Cal era l’attesa di The Cal.

Era sensualità, era autoerotismo, era ispirazione, era sogno.

Sono cresciuta a pane e  PHOTO, quindi come non ricordare gli anni  ’80, le suggestioni erotiche e le meravigliose modelle di UWE OMMER, le location lussuose e le donne soft – porno di NORMAN PARKINSON, le guerriere nude e ingioiellate di TERENCE DONOVAN etc etc.

No, non ci siamo.

(Se volete curiosare, ecco un sito poco accattivante a livello grafico, ma molto esaustivo sulle annate e sui fotografi)

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La menopausa, che fortuna

Quando ero giovane non ho mai sfottuto le signore che magari potevano sembrare acide dicendo: “Ha il climaterio?” oppure “Non farà più sesso a quell’età! Sarà in menopausa”

Perchè bisogna rispettare ogni stagione della vita. Perchè a volte, purtoppo,  non ci si arriva.

Perchè dopo tutto, gli sbalzi di umore si hanno anche con le mestruazioni.

Perchè finalmente non ci si deve preoccupare se si prende un volo di 10 ore e stare male per il mal di pancia o mal di schiena da flusso abbondante.

Perchè addio per sempre agli assorbenti.

Perchè non ci si deve vergognare ed accogliere anche le modifiche del nostro corpo.

La trovo una fase saggia e fortunata. Oggi se si è seguite da una brava ginecologa o un bravo ginecologo, ci si può sentire sempre femminili, desiderate e desideranti.  E’ vero che si cambia, ma cambiamento è vita.

E le ragazze che sfottono noi signore in primis sono ignoranti, e poi dovrebbero capire che arrivarci è un fortunato traguardo.

(Seguo Christy Turlington su Instagram: premesso che è ancora splendida, ma il suo stile di vita, i suoi sorrisi di 47enne, incarnano il mio modo di approcciarmi al mondo. Questa è una sua intervista)

CALVIN-KLEIN

Condom. Voi lo usate?

Adoro fare reportage. Ovviamente inerenti alla mia attività.

Incontrare persone che spiegano in maniera naturale e appassionata di sessualità, sex toys, benessere di coppia e non solo.

All’estero è molto facile. Ed è facile, entrare senza imbarazzo in un  negozio come LE ROI DE LA CAPOTE di Parigi. Ecco il mio pezzo sul Fatto Quotidiano: potete leggerlo cliccando sull’immagine sottostante.

Il dramma è che le malattie a trasmissione sessuale stanno diffondendosi a macchia d’olio così come le gravidanze indesiderate tra le ragazzine.

Faccio il possibile, nel mio piccolo, per sensibilizzare. Anche perchè con i profilattici che ci sono oggi in commercio, il piacere è garantito ed è più divertente.

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Condividete le mie prostitute

Qualche mese fa sono stata bannata per 30 giorni su e da Facebook. Il motivo della “punizione” era stata la segnalazione di una gif – per altro condivisa da un’ altra bacheca – in cui una mano maschile accarezzava l’interno coscia di una donna. Il pube era coperto da un bikini e non vi erano nudità di nessun genere. Mi era stato permesso solo di entrare, fare la “cellula dormiente” e mandare messaggi in privato. Ho ripetutamente scritto, ma come un disco rotto, arrivavano comunicati che non volevano dire nulla. E in questo caso nulla violava lo standard della comunità.

La mia pagina è gestita da me e da un collaboratore. Fossi sola, sparirebbe. Per 30 giorni. Il che significa, ed ha significato,  un danno grosso alla mia attività professionale. Un pagina DEVE rimanere attiva e alimentata. E’ la legge dei social.

L’8 marzo è successo di nuovo: qualcuno ha segnalato un bell’articolo del Fatto Quotidiano su una mostra relativa allo “splendore e miseria “delle prostitute parigine del secolo scorso. Mostra che dalla Francia è stata spostata ad Amsterdam. Articolo – come potete vedere  –  condiviso su Facebook da altre 597 persone. Sono state epurate tutte? O solo la sottoscritta?

Immagino chi mi segnali come qualcuno che mi ami e che mi odi, che si masturbi (uomo o donna che sia) pensandomi anzichè guardare un bel porno di Andrew Blake , persona che percepisce la mia libertà d’animo e si detesta perchè non può averla tale e quale, persona a cui ho toccato corde che non fanno “dlin dlin” ma “gsbgt kkkems bbyqye” quindi corde marce che vanno curate e coccolate con amore da un terapista, da un medico, dalla nonna in cariola.

Insomma, io sono una Signora (la S volutamente maiuscola) tranquilla a cui in questo momento sfuggono due cose: una è perchè Facebook mi ha ancora bannata per 30 giorni – con conseguente ulteriore danno per la mia attività – , e l’altra i criteri con cui si attiene alle policy (nella parte relativa alle nudità “È permessa anche la pubblicazione di fotografie di dipinti, sculture o altre forme d’arte che ritraggono figure nude. Le restrizioni relative alla visualizzazione di nudità e alle attività sessuali si applicano ai contenuti creati digitalmente a meno che non vengano pubblicati a fini educativi, umoristici o satirici. Sono vietate le immagini esplicite di rapporti sessuali.”

L’altra è relativa a chi mi segnala, che mi ha presa di mira.

In entrambi i casi, ho un ottimo avvocato e basta un po’ di ricerca. E visto che in Francia un professore che vorrei conoscere, ha fatto causa a Facebook (leggete qui), vi chiedo una gentilezza: condividete l’articolo di cui sopra sulla vostra bacheca.

Sicuramente nessuno vi banna. Ma almeno la soddisfazione che si sappia di quanto sia poetica e  bella la foto seppiata di quelle quattro prostitute nude.

(scusate la latitanza ma questo è il motivo. With love, Bettina)

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Bologna e il mio glory hole

E’ bello venire a sapere che a Bologna circola una “leggenda metropolitana” che mi riguarda:
“Bettina, ma è vero che nella tua boutique organizzavi serate con giovani donne della Bologna bene in cui insegnavi a fare bocchini? E che avevi sul retro un “glory hole” per fare pratica?”
Premesso che non ho nulla al contrario per chi pratica libertinaggio, chi succhia cazzi agli elefanti del Serengeti o si fa aprire il posteriore in modalità Valentina Nappi, ma vorrei chiarire un paio di cosette:
  • La mia boutique era sì e no 35 mq e il retro consisteva in un water, un lavandino, un armadietto che conteneva scartoffie, il mocio Vileda, una scopa e una paletta.
  • Da sempre, la mia bocca abbinata alla mia avvenenza hanno fatto sognare e sfruculiare tanti uomini desiderosi di infilare il loro bigatto nella mia gola. E il non poter avere l’oggetto del desiderio, si sa che fa delirare gente che al posto del cervello ha una brugola di Leroy Merlin e  non avrà capito il significato dei miei Dildo Party, per altro spiegati a milioni di telespettatori da Chiambretti, Bonolis e Fabio Volo.
  • Una delle cose che detesto – ma forte – è il pettegolezzo becero. So di essere una bella donna. So che occupandomi di erotismo è facile capire fischi per fiaschi e fare associazioni sbagliate, tipo “gnocca facile” quando invece si parla di “gnocco fritto”. Oppure da “Zocca” e capire “zoccola”. Insomma ricordate il gioco in cui si sussurra nell’ orecchio “fischietto” e l’ultimo della fila capisce “minchione”?
  • Sono una signora di grande rigore morale, seria e professionale. Sapere che a Bologna circola questa diceria, con tutto il mazzo che mi sono fatta, mi fa ribollire il sangue. Auguro di tutto cuore che chi ha messo in giro ‘sta fandonia, si ritrovi con l’uccello gradevolmente sbucciato dai denti una delle mie fantomatiche allieve. Io intanto, con la mia classe ed eleganza non alzo il dito medio perchè sono una Signora, ma sorrido e vi rispondo con le corna.
  • Infine, cara Bologna, ormai non sei più la città di Torri, Tortellini e Tette ma bensì Torri, Tortellini e Trogloditi. Sapevatelo.

 

marabu

(Ph. P. Bernini – 2006)